Ultima modifica: 22 giugno 2015
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La nostra scuola e i DSA

LA NOSTRA SCUOLA E I D.S.A.  ~ Estratto dal Curricolo d’Istituto

ALUNNI CON DISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO

(Curricolo d’istituto, pp 121-122).

L’istituto si muove all’interno del quadro normativo costituito dalla recente Legge 170/2010 (“Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”) e dalle successive Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento (allegate al Decreto Ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011).

Nel rispetto di esso, l’impegno della scuola si rivolge soprattutto a curare questi aspetti:

A) Specifica formazione rivolta a tutti i docenti. Essendo la normativa italiana in materia molto recente, la scuola ritiene importante promuovere tra i docenti la partecipazione a specifiche attività di  formazione, sia organizzate dall’istituto stesso che da altri enti accreditati. Il percorso è già stato intrapreso da alcuni anni ed ha visto la collaborazione tra la scuola, l’USL di Arezzo  e l’Associazione Italiana Dislessia.

B) Individuazione precoce del disturbo. E’ importante individuare precocemente le possibili difficoltà di apprendimento e riconoscere i segnali di rischio. Per far questo si ritiene di fondamentale importanza, oltre che diffondere pratiche di osservazione fin dalla scuola dell’infanzia, anche promuovere forme di raccordo tra i diversi ordini scolastici, così da poter seguire l’evoluzione nel tempo di certe difficoltà.

C) PDP.  Le attività di recupero, le modalità didattiche, nonché gli strumenti compensativi e  le misure dispensative sono esplicitati e formalizzati in un documento di programmazione iniziale, il Piano Didattico Personalizzato (P.D.P.). Esso garantisce continuità didattica e collaborazione con le famiglie. Gli strumenti compensativi e le misure dispensative sono scelti in base alle specifiche difficoltà e al profilo generale dello studente, così come rilevati dalla relazione dello specialista e dalle osservazioni fatte dagli insegnanti durante le attività scolastiche.

D) Collaborazione con la famiglia. Particolare importanza riveste il rapporto con le famiglie. Esse devono essere opportunamente guidate alla conoscenza del problema e informate sulle strategie didattiche intraprese e i risultati ottenuti. E’ fondamentale che la famiglia condivida le linee generali del PDP così da garantire continuità  educativa tra la scuola a lo studio pomeridiano.

E) Dimensione relazionale. Resta ferma la necessità di creare un clima accogliente e di gestire la classe in modo inclusivo, tenendo conto degli specifici bisogni educativi degli alunni con DSA.

F) Referente d’istituto. La scuola nomina un docente referente per i disturbi specifici d’apprendimento. Questi svolge in particolare le seguenti funzioni: funge da mediatore tra docenti, famiglie e specialisti; promuove la formazione specifica in base ai particolari bisogni emersi; è di supporto ai colleghi direttamente coinvolti nell’applicazione didattica delle proposte del PDP;  è garanzia di omogeneità all’interno dell’istituto circa le modalità di approccio alle problematiche connesse ai disturbi specifici d’apprendimento.

La valutazione dei risultati ha come base di riferimento il PDP.

CHI FA CHE COSA